Approccio e Metodo

Approccio educativo per l’addestramento gentile di cani e gatti. Parma e Reggio.

Negli anni si sono susseguiti vari punti di vista sullo studio del rapporto uomo-cane. L’approccio scientifico più recente su questa convivenza così speciale la identifica come parte di uno stretto binomio basato su di una “relazione di fiducia”.

Studiando la mente del cane con le nuove strumentazioni e metodologie disponibili, infatti, ci si è resi conto che alla base del suo apprendimento c’è un sistema ben più complesso di quanto ipotizzato in origine. Da qui la necessità di trovare nuove strade di interazione e comunicazione.

Tale nuovo approccio è detto Cognitivo-Zooantropologico, dove con Cognitivo si intende che è possibile (ed auspicabile) stimolare la mente del cane attraverso nozioni ed esperienze diverse, che gli consentano di raggiungere una certa flessibilità comportamentale.

Con Zooantropologico si sottintende invece che cane e proprietario non vengono considerati, come anticipato, come due entità distinte, ma come una coppia in relazione in cui eventuali problematiche si riflettono sulla serenità di entrambi.

Per questo motivo, l’approccio cz procede verso una netta evoluzione di quella che è la più tradizionale linea di pensiero: l’approccio ti tipo zootecnico, generalmente chiamato “addestramento”*.

La finalità del nuostro approccio, dunque, parte dal presupposto che ogni relazione si basa su un dialogo in cui ci sono due partecipanti attivi, e vede il cane (o il gatto) protagonista attivo di questa coppia, in grado di partecipare sia alla relazione che alla propria “educazione”, con piena soddisfazione di entrambi gli attori di questa nuova coppia a sei zampe!

IL NOSTRO METODO

Durante il nostro lavoro seguiamo e applichiamo il cosiddetto “metodo gentile” tenendo però conto della complessità della mente del cane.

Lavoriamo cioè su quello che è gradito al cane, premiandolo con qualcosa che gli piace se ha un comportamento corretto e non premiandolo se sbaglia, senza alcuna punizione o risposta a lui sgradevole.

Non si tratta più dunque di una meccanica di riflesso stimolo-risposta, ma della proposta all’animale di un’alternativa comportamentale che sia per lui piacevole da seguire in maniera “consapevole” e quindi molto più soddisfacente (e durevole) per entrambi.

*Le pratiche di addestramento, tutt’oggi applicate in maniera estesa, considerano la mente del cane esclusivamente come frutto di istinti e condizionamenti, senza riuscire tuttavia a spiegare la variabilità di risposte a seconda del soggetto e del contesto. Tali pratiche si pongono l’obiettivo di ottenere il controllo dell’animale attraverso un meccanismo automatico di stimolo e risposta.

Cognitivo-Zooantropologico


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